Archivi del mese: marzo 2011

Chi è di Strada

pubblicato su Arci Report Milano n. 3 anno IV marzo 2011

Come qualcuno di noi ha già avuto modo di apprezzare, da un paio di mesi una particolare realtà sta girando nei nostri circoli: Chi è di Strada porta all’interno del nostro circuito e propone ai nostri soci un’iniziativa di alcuni giovani artisti che hanno deciso di impegnarsi in prima persona nella promozione culturale.

In seguito alle proteste dell’ultimo anno legate alla ridefinizione della Fondazione Scuole Civiche e ai pesanti tagli alla formazione artistica, il movimento Chi è di Strada nasce dalla precisa volontà di molti allievi delle maggiori scuole di Teatro (Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi, Scuola Piccolo Teatro, Accademia dei filodrammatici, Scuola Arsenale) e della Scuola Civica di Musica di Milano, di reagire alla crescente situazione di disagio della Cultura italiana e della gestione di essa da parte degli organi dirigenti pubblici.

Per un mese, il movimento ha animato le strade, dando vita a performance teatrali e musicali, in piazza Cordusio, alla Loggia dei Mercanti e ai Giardini di Porta Venezia, con l’intento di portare la cultura fuori dai soliti ambiti, nella realtà quotidiana.

Attualmente, Chi è di Strada si propone di girare i luoghi diffusi della socialità milanese offrendo serate gratuite all’insegna della musica e del teatro al di fuori dei loro luoghi istituzionalizzati.

I ragazzi si stanno affacciando, attraverso lo studio, all’attuale ambiente culturale. La loro intenzione è cominciare a far parte di questa realtà in maniera attiva e propositiva, con l’obiettivo di riattivare la voglia di trovare nuovi soggetti e movimenti di promozione della creatività, ed esplorare circuiti alternativi che siano vicini alla gente, per trasmettere il piacere e la necessità di conoscere e condividere, in una parola per trasmettere cultura.

Il percorso è costituito da due appuntamenti al mese nei nostri circoli, a partire dallo scorso dicembre, che prevedono messe in scena teatrali e musicali, concordate e calibrate secondo la programmazione ospitante.

Cicco Simonetta, Scighera e L’Impegno sono i circoli già toccati dal tour di Chi è di Strada, che prosegue il 12 marzo con il Metissage e il 25 marzo con il Bellezza, per poi giungere in altri circoli della città.


Contaminazioni di confine

C’è chi non ha paura delle contaminazioni radioattive, ma teme fortemente le contaminazioni culturali.
A Multipolis ci sono molte “centrali culturali“, anche se ad alcuni piacerebbe tanto chiuderle, mentre per fortuna non c’è traccia di centrali nucleari sul nostro suolo, anche ad alcuni piacerebbe tanto aprirle.
Quindi, il rischio di contaminazione culturale è obiettivamente, almeno per il momento, molto elevato, e da tanti anni c’è chi combatte per ridurlo, con successi alterni.

Alcuni casi di contaminazione negli ultimi giorni si sono registrati in zone di confine, luoghi che determinano l’incontro di diverse realtà e quindi più facilmente esposte.
Questi confini hanno danno luogo a strani fenomeni. A partire da un sabato pomeriggio dove le sciure a passeggio in centro, amanti della musica vari, pericolosi rivoluzionari, giovani creativi, artisti e chi più ne ha più ne metta, si sono ritrovati nella stessa piazza per dire che Milano l’è bela. Queste dichiarazioni sono evidenti segni di squilibrio che dimostrano gli effetti della contaminazione.

La sera stessa, un concerto rock, di quello vero, i The Death of Karina, è stato seguito con grande interesse, anche se dall’altra stanza, da giocatori di carte professionisti armati di tappeto verde. Si dice che il miglior giocatore di scacchi è capace di vincere anche in mezzo ad un concerto rock, loro ci hanno dimostrato che sicuramente si può giocare a burraco.
Con buona pace dei vicini nelle loro case con i doppi vetri, che hanno segnalato ai vigili di non perdersi questo concerto bellissimo. Purtroppo per i vigili, questo gruppo, il principale della serata, ha suonato solo una mezz’oretta prima di mezzanotte, deludendo il timore dei vicini che potesse protrarsi ulteriormente.

La domenica sera invece succede che personaggi eccentrici e bizzarri che pensano che la musica, anche quella pop, possa essere diversa da Cesare Cremonini, si ritrovino in Barona a presentare al pubblico il risultato della loro ricerca musicalePerché, incredibilmente, qualcuno in questo Paese fa ancora ricerca.
Vano il tentativo di spiegare al ragazzino della Barona che sì, quello che stavano facendo con delle grosse anfore piene d’acqua, violoncello, pianoforte e altri strumenti classici vari era una musica dello stesso genere di Tiziano Ferro e Laura Pausini.

Il martedì sera la contaminazione è avvenuta in pieno centro: visioni totalmente differenti della città si sono ritrovate nello stesso luogo e incredibilmente sono riuscite a parlare e a trovare punti in comune senza venire alle mani. Qualcuno aveva già pensato di internare tutti in quanto socialmente pericolosi (ma come si fa a discutere civilmente senza urlare? roba da matti), quando si sono accorti che mettere dentro la gioventù creativa, operatori culturali, architetti ed assessori poteva essere troppo rischioso. Sai mai che a metterli tutti insieme possano fare una città più bella di Milano.
Come ha detto qualcuno: “Milano è ubriaca, dobbiamo risvegliarla“. Quando il tuo amore è ubriaco, aggiungo io, puoi fare due cose: coccolarla e farla riprendere, oppure violentarla.

Ecco, forse è il caso di smettere di violentarla.


Nuovi talenti della musica sperimentale

pubblicato su Arci Report n. 10 del 15 marzo 2011

Il Festival 5 Giornate porta a Milano dal 18 al 22 marzo, come ogni anno, artisti di musica sperimentale e contemporanea provenienti da tutta Italia e non solo, che si ritrovano in un evento che coinvolge sia il pubblico che frequenta il genere, sia il pubblico meno abituato a queste sonorità.

In occasione della settima edizione, Arci Milano e il Centro di musica contemporanea, organizzatore del festival, hanno lanciato il bando Arci Festival 5 Giornate per musicisti sperimentali, a cui hanno partecipato più di una decina di gruppi di artisti. Le “cinque giornate” rappresentano un episodio fondamentale del Risorgimento e diventano spunto per un progetto culturale proiettato nel futuro che rappresenta il tentativo di provocare una controrivoluzione culturale attraverso la musica durante la ricorrenza di un avvenimento storico.

Il Festival 5 Giornate infatti è una manifestazione di musica contemporanea e sperimentale, colta e di performers, una vetrina-laboratorio per promuovere autori ed interpreti, compositori ed artisti, editori e discografici e i più originali ed innovativi talenti attivi in questo settore. Il festival punta all’animazione del territorio cittadino anche coinvolgendo locali ed istituzioni diverse, non solo con la musica dal vivo, ma anche con seminari aperti al pubblico, incontri, interviste agli artisti. All’interno della manifestazione non è prevista divisione di generi o mezzi d’esecuzione, unico requisito è l’innovatività e l’alta professionalità dell’offerta.

La filosofia del festival parte dall’idea che «la realtà culturale, in primis quella musicale, vive continui moti interni, vere e proprie rivoluzioni delle modalità espressive, alla ricerca costante di una forma di assestamento e di un canale di comunicazione effettivo ed aperto con il pubblico». Proprio in questo solco nasce fin dalle prime edizioni la collaborazione con Arci Milano e diversi circoli della città: nel corso degli anni hanno partecipato al festival i circoli Magnolia, Bellezza, La Casa 139, Metissage, Bitte, Scighera. L’operazione di portare un festival con queste caratteristiche nei luoghi diffusi della città e nei nostri circoli risponde alla volontà di far conoscere il panorama sperimentale anche a chi non frequenta il genere. Il festival ha raggiunto negli ultimi anni la quota di 50 appuntamenti in 5 giorni, e da quest’anno punta a diventare un evento di respiro internazionale. La collaborazione con l’Arci si definisce ora in un’ottica di contaminazione dei linguaggi e delle culture,in cui la nostra associazione è parte attiva insieme al Centro di musica contemporanea.

Il bando Arci Festival 5 Giornate ha selezionato 4 gruppi di nuovi talenti della musica sperimentale che si esibiranno il 20 marzo all’Arci Biko, e darà la possibilità al vincitore finale di confrontarsi con il pubblico dell’arena estiva di Carroponte, mentre nei mesi successivi l’Arci Bellezza promuoverà con il Centro un laboratorio per sperimentare l’incontro tra alcuni solisti africani e alcuni artisti di live elettronics italiani.

Info: www.festival5giornate.it


Fratelli d’Italia

I 150 anni della nostra Italia, come tutti i compleanni importanti, diventano un’occasione per ragionar di vizi e di virtù. Siccome preferisco le virtù, parlerò dell’Italia in cui sta Multipolis.
All’Arci Metissage hanno costruito negli anni un rapporto diretto con la Sicilia: con la cooperativa Lavoro e Non Solo, che opera su campi confiscati alla mafia a Corleone, con l’associazione Askavusa di giovani di Lampedusa, con il circolo Thomas Sankara, mentre più recentemente si è aggiunto il circolo AMalaTesta di Trapani.
Con il Sankara di Messina, la collaborazione è arrivata fino alle culture al di là del Mediterraneo (in realtà di tutto il Mondo) e ha dato vita al progetto “Spunti di vista“, rivolto alle cosiddette Seconde Generazioni. Il progetto, attraverso corsi di formazione, fornirà ai giovani di origine straniera delle due città, Milano e Messina, gli strumenti per poter ideare, realizzare e diffondere una ricerca e un video sulla discriminazione che siano completamente autoprodotti. Per una dissertazione sul termine Seconde Generazioni, qui usato come semplificazione, rimando a post successivo. Per il momento, racconto del festeggiamento dell’Unità di Italia con una serata, L’Italia venuta da altrove,  che ha visto protagonisti i nuovi italiani. Un buon modo per celebrare quella che è la via quotidiana di Multipolis e del resto del Paese da 150 anni a questa parte. L’Italia è sempre stato luogo di contaminazioni, più o meno difficili, come quella nelle scuole di cui parla il documentario “Fratelli d’Italia“, quella mescolanza che non viene evitata neanche con il fenomeno sociale delle scuole ghetto, omogeneamente distribuito sul territorio e legato alle scelte (iper)protettive dei genitori, come ben evidenziato da Borlini e Memo nel loro lavoro sulla concentrazione degli alunni di origine straniera. L’Italia, come ci insegnano i lampedusani, è sempre stata una terra accogliente, che non fa respingimenti, come racconta un ufficiale della Marina che ubbidisce alle regole del mare e del buon senso. “Noi non respingiamo nessuno – dice – la legge del mare e quella del cuore ci dicono che dobbiamo soccorrere chi si trova in difficoltà”.

E allora, diventa importante e piacevolissimo trovarsi allo stesso circolo il giorno dopo con le Letture Resistenti, che, mettendo a confronto le culture che hanno praticato i valori della Resistenza nelle diverse epoche, fanno incontrare le parole dei partigiani, di Tom Benetollo, di Ascanio Celestini e molti altri, con un’ottimo e azzeccato sottofondo musicale live.


La chiave di Sol

A Multipolis spesso le risposte migliori agli attacchi di Monopoli vengono in modo naturale dalla vita quotidiana.
È un po’ di tempo che Monopoli prova a chiudere tutti gli spazi di aggregazione, perché sa che è lì che Multipolis vive e cresce. In particolare, ultimamente se l’è presa con gli spazi della musica.
Senza distinzione di sorta, dal circolo alla tensostruttura, i luoghi della musica live sono come i pozzi di petrolio della Libia, una risorsa importante e quindi la prima ad essere attaccata.
I milanesi però sono affezionati a questi spazi, e chi tutti i giorni fa girare il sistema musicale della città di certo non si fa fermare da un sigillo come quello messo sul circolo Arci La Casa 139, e precedentemente su Le Scimmie e altri ancora.
E quindi, sarà un caso, sarà la voglia di reagire, questa settimana la musica sta invadendo Multipolis. Anche le università.
Avevo già accennato dell’assemblea del mondo della musica organizzata al circolo Arci Lo-Fi, uno spazio che per evitare di “disturbare”, ha trovato casa in un ex capannone industriale tra Rogoredo e i nuovi palazzoni di Santa Giulia.
Un gruppo di milanesi che vogliono ricordarsi che Milano l’è bela, e che in fondo, come diciamo anche qua, ci si può ancora innamorare di questa signora un po’ maltratta.
Sabato prossimo questi milanesi, i frequentatori di questa signora, saranno in piazza Fontana per chiedere di smettere di violentare questa città e tornare a farci l’amore insieme.
E noi, che questa città non ci basta mai, sabato sera saremo in una delle oltre 130 location che partecipa a Maledetta Primavera, la festa della nuova musica promossa da RockIt. Sono molte le location di Multipolis che, in connessione simbolica con tutta Italia, partecipano alla festa. All’Arci Bellezza ci sarà il quartier generale della festa con i concerti di The Death of Anna Karina, Welcome Back Sailors e The Huge.
Non contenti, il giorno dopo, domenica, saremo all’Arci Biko, per la finale del bando Arci Festival 5 Giornate, per la selezione di musicisti sperimentali. Tre gruppi presenteranno le loro composizioni nella cornice del Festival 5 Giornate, festival di musica sperimentale e contemporanea giunto alla Settima Edizione. Il vincitore avrà la possibilità di calcare il palco del Carroponte, area concerti di cui parlerò meglio più avanti.
Mentre nella città c’è il fervore dell’organizzazione di questi eventi, l’Università Bicocca si pone il tema dell’organizzazione culturale e musicale a Milano, con un laboratorio che si è concluso ieri con un incontro pubblico insieme ai protagonisti del sistema musicale: artisti, organizzatori, promoter, produttori, responsabili radiofonici. Una discussione che ha lanciato tanti buoni spunti per rinvigorire Multipolis. “La notte – si diceva – è una questione di cultura. Il governo della città deve considerare la notte parte integrante della giornata, non solo un fastidio. Devono capire che la giornata non finisce alle 8 di sera”.


Scintille del weekend

Samedi Gras 2010 Il Carnevale è una festa che affonda le sue radici in tutto il bacino del Mediterraneo, dalle feste dionisiache, al culto di Iside, oltre che ovviamente nella tradizione cristiana. Era “l’espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza”, al punto che la stessa Chiesa arrivò a condannare i festeggiamenti del Carnevale perché contro i suoi dettami. Come molti sanno, il Carnevale Ambrosiano ha la particolarità di durare 4 giorni in più, fino a sabato.

La tradizione del Sabato Grasso ha portato alla creazione della parata carnascialesca del Samedi Gras, dove tutti sono milanesi tranne i razzisti. La città finalmente ha qualcosa di simile al Notting Hill Carnival di Londra, che rappresenta un momento in cui il divertimento dei nuovi cittadini coinvolge la quotidianità della città nei suoi festeggiamenti, permettendo di vivere una festa tutti insieme, milanesi e nuovi milanesi, di felicità e svago. Le culture e i riti di ogni paese si mischiano in questa parata, dando origine a qualcosa che ha una specificità tutta milanese.
A guidare la parata c’era il Baron Samedi, uno dei Loa della religione voodoo, corrispondente, più o meno, a un santo cristiano, ma del argomento voodoo parlerò meglio più avanti.

Nel frattempo, sabato, i molti cittadini che manifestavano per la scuola pubblica erano un segnale di quel lavoro quotidiano che manda avanti le scuole, dalle elementari alle superiori, presenti sul territorio della nostra città. Un sistema complesso che ogni giorno garantisce l’istruzione dei giovani milanesi, nonostante debba combattere con due terribili nemici: i tagli economici del Governo e quella piccola parte di personale poco motivato, che non aiuta i ragazzi a crescere veramente. Oltre a una politica, di destra e di sinistra, che della scuola non si è mai preoccupata: infatti i ragazzi dell’Unione degli Studenti (a Milano è Laps) hanno deciso di rivolgere 10 domande a tutti i politici per “portare chiarezza nel dibattito, quando si parla di scuola pubblica” ed evitare che “difendere la scuola pubblica sia solo un altro feticcio, un pretesto per chiedere le dimissioni di Berlusconi”.

Un’altra macchina in moto silenziosamente ogni giorno si è riunita sabato: il circuito musicale e culturale milanese, costantemente sotto attacco, in occasione della sequestro preventivo del circolo Arci La Casa 139, si è ritrovato per mettere in atto una strategia che si concretizzerà nella prossima settimana, in particolare sabato: ne parlerò nel prossimo post qui.

Infine, domenica, Franco Trincale (bio), cantastorie siciliano, e Michel Koffi, griot beninese, hanno proseguito i passi di prova della sperimentazione che hanno messo in campo: far incontrare le diverse tradizioni di cantastorie, contaminandole e offrendole a noi in una nuova ridefinizione che metta a confronto le diverse modalità espressive. Stay tuned.


Segni simbolici d’inizio

E mentre stavo preparando l’apertura di questo blog, il flusso d’espressione degli amici mi ha proposto queste immagini.
Volevo condividerle, come buon auspicio.
Grazie Giulia.

Dall’album di MyNameIsJules: Sei troppo bella per dirti addio.

Milano Sguardo Distratto. Bacio Di Ghiaccio.

Milano Sguardo Distratto. Bacio Di Ghiaccio.

Settimana della Moda. Vita Mondana In Coda.

Settimana Della Moda. Vita Mondana In Coda.

Il cielo è pieno di stelle ma non puoi toccarle. Sei a Milano.

Il cielo è pieno di stelle ma non puoi toccarle. Sei a Milano.