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Via Audio Via Bellezza

L’ultimo venerdì di ottobre ha preso il via all’Arci Bellezza la rassegna “Via Audio Via Bellezza”. L’iniziativa è frutto di una importante collaborazione tra il circolo Arci Bellezza e Via Audio, associazione e etichetta indipendente che ha già organizzato diverse serate nei nostri circoli (Magnolia, Casa 139) e cura la direzione artistica dell’Arci Tambourine di Seregno.

La rassegna porterà nei prossimi mesi sul palco del Bellezza alcuni nomi importanti della musica italiana come Alberto Camerini, Enrico Gabrielli, Micol Martinez e Fabrizio Coppola, che con il suo concerto ha aperto “Via Audio Via Bellezza” nel weekend di fine ottobre.

Questa collaborazione mette insieme le risorse di un circolo storico come il Bellezza con le energie dei ragazzi di Via Audio che da diversi anni si impegnano nel mondo della musica, soprattutto nel territorio della Brianza, da sia dal punto di vista live che di produzione di artisti emergenti.

L’Arci Bellezza si può arricchire così in maniera stabile di esperienze che fino adesso l’avevano sfiorata solo di passaggio, come accadde con un profetico concerto de Le Luci della Centrale Elettrica organizzato dal Magnolia. Per Via Audio è invece l’occasione di avere una casa anche a Milano dove poter fare conoscere nuovi musicisti e portare alcune eccellenze della musica italiana sulla piazza della metropoli.

Molto interessante è l’atmosfera che si crea nello storico Salone del circolo, grazie a questa collaborazione che lo riempie delle note della contemporaneità.


Contaminazioni di confine

C’è chi non ha paura delle contaminazioni radioattive, ma teme fortemente le contaminazioni culturali.
A Multipolis ci sono molte “centrali culturali“, anche se ad alcuni piacerebbe tanto chiuderle, mentre per fortuna non c’è traccia di centrali nucleari sul nostro suolo, anche ad alcuni piacerebbe tanto aprirle.
Quindi, il rischio di contaminazione culturale è obiettivamente, almeno per il momento, molto elevato, e da tanti anni c’è chi combatte per ridurlo, con successi alterni.

Alcuni casi di contaminazione negli ultimi giorni si sono registrati in zone di confine, luoghi che determinano l’incontro di diverse realtà e quindi più facilmente esposte.
Questi confini hanno danno luogo a strani fenomeni. A partire da un sabato pomeriggio dove le sciure a passeggio in centro, amanti della musica vari, pericolosi rivoluzionari, giovani creativi, artisti e chi più ne ha più ne metta, si sono ritrovati nella stessa piazza per dire che Milano l’è bela. Queste dichiarazioni sono evidenti segni di squilibrio che dimostrano gli effetti della contaminazione.

La sera stessa, un concerto rock, di quello vero, i The Death of Karina, è stato seguito con grande interesse, anche se dall’altra stanza, da giocatori di carte professionisti armati di tappeto verde. Si dice che il miglior giocatore di scacchi è capace di vincere anche in mezzo ad un concerto rock, loro ci hanno dimostrato che sicuramente si può giocare a burraco.
Con buona pace dei vicini nelle loro case con i doppi vetri, che hanno segnalato ai vigili di non perdersi questo concerto bellissimo. Purtroppo per i vigili, questo gruppo, il principale della serata, ha suonato solo una mezz’oretta prima di mezzanotte, deludendo il timore dei vicini che potesse protrarsi ulteriormente.

La domenica sera invece succede che personaggi eccentrici e bizzarri che pensano che la musica, anche quella pop, possa essere diversa da Cesare Cremonini, si ritrovino in Barona a presentare al pubblico il risultato della loro ricerca musicalePerché, incredibilmente, qualcuno in questo Paese fa ancora ricerca.
Vano il tentativo di spiegare al ragazzino della Barona che sì, quello che stavano facendo con delle grosse anfore piene d’acqua, violoncello, pianoforte e altri strumenti classici vari era una musica dello stesso genere di Tiziano Ferro e Laura Pausini.

Il martedì sera la contaminazione è avvenuta in pieno centro: visioni totalmente differenti della città si sono ritrovate nello stesso luogo e incredibilmente sono riuscite a parlare e a trovare punti in comune senza venire alle mani. Qualcuno aveva già pensato di internare tutti in quanto socialmente pericolosi (ma come si fa a discutere civilmente senza urlare? roba da matti), quando si sono accorti che mettere dentro la gioventù creativa, operatori culturali, architetti ed assessori poteva essere troppo rischioso. Sai mai che a metterli tutti insieme possano fare una città più bella di Milano.
Come ha detto qualcuno: “Milano è ubriaca, dobbiamo risvegliarla“. Quando il tuo amore è ubriaco, aggiungo io, puoi fare due cose: coccolarla e farla riprendere, oppure violentarla.

Ecco, forse è il caso di smettere di violentarla.


Scintille del weekend

Samedi Gras 2010 Il Carnevale è una festa che affonda le sue radici in tutto il bacino del Mediterraneo, dalle feste dionisiache, al culto di Iside, oltre che ovviamente nella tradizione cristiana. Era “l’espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza”, al punto che la stessa Chiesa arrivò a condannare i festeggiamenti del Carnevale perché contro i suoi dettami. Come molti sanno, il Carnevale Ambrosiano ha la particolarità di durare 4 giorni in più, fino a sabato.

La tradizione del Sabato Grasso ha portato alla creazione della parata carnascialesca del Samedi Gras, dove tutti sono milanesi tranne i razzisti. La città finalmente ha qualcosa di simile al Notting Hill Carnival di Londra, che rappresenta un momento in cui il divertimento dei nuovi cittadini coinvolge la quotidianità della città nei suoi festeggiamenti, permettendo di vivere una festa tutti insieme, milanesi e nuovi milanesi, di felicità e svago. Le culture e i riti di ogni paese si mischiano in questa parata, dando origine a qualcosa che ha una specificità tutta milanese.
A guidare la parata c’era il Baron Samedi, uno dei Loa della religione voodoo, corrispondente, più o meno, a un santo cristiano, ma del argomento voodoo parlerò meglio più avanti.

Nel frattempo, sabato, i molti cittadini che manifestavano per la scuola pubblica erano un segnale di quel lavoro quotidiano che manda avanti le scuole, dalle elementari alle superiori, presenti sul territorio della nostra città. Un sistema complesso che ogni giorno garantisce l’istruzione dei giovani milanesi, nonostante debba combattere con due terribili nemici: i tagli economici del Governo e quella piccola parte di personale poco motivato, che non aiuta i ragazzi a crescere veramente. Oltre a una politica, di destra e di sinistra, che della scuola non si è mai preoccupata: infatti i ragazzi dell’Unione degli Studenti (a Milano è Laps) hanno deciso di rivolgere 10 domande a tutti i politici per “portare chiarezza nel dibattito, quando si parla di scuola pubblica” ed evitare che “difendere la scuola pubblica sia solo un altro feticcio, un pretesto per chiedere le dimissioni di Berlusconi”.

Un’altra macchina in moto silenziosamente ogni giorno si è riunita sabato: il circuito musicale e culturale milanese, costantemente sotto attacco, in occasione della sequestro preventivo del circolo Arci La Casa 139, si è ritrovato per mettere in atto una strategia che si concretizzerà nella prossima settimana, in particolare sabato: ne parlerò nel prossimo post qui.

Infine, domenica, Franco Trincale (bio), cantastorie siciliano, e Michel Koffi, griot beninese, hanno proseguito i passi di prova della sperimentazione che hanno messo in campo: far incontrare le diverse tradizioni di cantastorie, contaminandole e offrendole a noi in una nuova ridefinizione che metta a confronto le diverse modalità espressive. Stay tuned.