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La chiave di Sol

A Multipolis spesso le risposte migliori agli attacchi di Monopoli vengono in modo naturale dalla vita quotidiana.
È un po’ di tempo che Monopoli prova a chiudere tutti gli spazi di aggregazione, perché sa che è lì che Multipolis vive e cresce. In particolare, ultimamente se l’è presa con gli spazi della musica.
Senza distinzione di sorta, dal circolo alla tensostruttura, i luoghi della musica live sono come i pozzi di petrolio della Libia, una risorsa importante e quindi la prima ad essere attaccata.
I milanesi però sono affezionati a questi spazi, e chi tutti i giorni fa girare il sistema musicale della città di certo non si fa fermare da un sigillo come quello messo sul circolo Arci La Casa 139, e precedentemente su Le Scimmie e altri ancora.
E quindi, sarà un caso, sarà la voglia di reagire, questa settimana la musica sta invadendo Multipolis. Anche le università.
Avevo già accennato dell’assemblea del mondo della musica organizzata al circolo Arci Lo-Fi, uno spazio che per evitare di “disturbare”, ha trovato casa in un ex capannone industriale tra Rogoredo e i nuovi palazzoni di Santa Giulia.
Un gruppo di milanesi che vogliono ricordarsi che Milano l’è bela, e che in fondo, come diciamo anche qua, ci si può ancora innamorare di questa signora un po’ maltratta.
Sabato prossimo questi milanesi, i frequentatori di questa signora, saranno in piazza Fontana per chiedere di smettere di violentare questa città e tornare a farci l’amore insieme.
E noi, che questa città non ci basta mai, sabato sera saremo in una delle oltre 130 location che partecipa a Maledetta Primavera, la festa della nuova musica promossa da RockIt. Sono molte le location di Multipolis che, in connessione simbolica con tutta Italia, partecipano alla festa. All’Arci Bellezza ci sarà il quartier generale della festa con i concerti di The Death of Anna Karina, Welcome Back Sailors e The Huge.
Non contenti, il giorno dopo, domenica, saremo all’Arci Biko, per la finale del bando Arci Festival 5 Giornate, per la selezione di musicisti sperimentali. Tre gruppi presenteranno le loro composizioni nella cornice del Festival 5 Giornate, festival di musica sperimentale e contemporanea giunto alla Settima Edizione. Il vincitore avrà la possibilità di calcare il palco del Carroponte, area concerti di cui parlerò meglio più avanti.
Mentre nella città c’è il fervore dell’organizzazione di questi eventi, l’Università Bicocca si pone il tema dell’organizzazione culturale e musicale a Milano, con un laboratorio che si è concluso ieri con un incontro pubblico insieme ai protagonisti del sistema musicale: artisti, organizzatori, promoter, produttori, responsabili radiofonici. Una discussione che ha lanciato tanti buoni spunti per rinvigorire Multipolis. “La notte – si diceva – è una questione di cultura. Il governo della città deve considerare la notte parte integrante della giornata, non solo un fastidio. Devono capire che la giornata non finisce alle 8 di sera”.

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Scintille del weekend

Samedi Gras 2010 Il Carnevale è una festa che affonda le sue radici in tutto il bacino del Mediterraneo, dalle feste dionisiache, al culto di Iside, oltre che ovviamente nella tradizione cristiana. Era “l’espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza”, al punto che la stessa Chiesa arrivò a condannare i festeggiamenti del Carnevale perché contro i suoi dettami. Come molti sanno, il Carnevale Ambrosiano ha la particolarità di durare 4 giorni in più, fino a sabato.

La tradizione del Sabato Grasso ha portato alla creazione della parata carnascialesca del Samedi Gras, dove tutti sono milanesi tranne i razzisti. La città finalmente ha qualcosa di simile al Notting Hill Carnival di Londra, che rappresenta un momento in cui il divertimento dei nuovi cittadini coinvolge la quotidianità della città nei suoi festeggiamenti, permettendo di vivere una festa tutti insieme, milanesi e nuovi milanesi, di felicità e svago. Le culture e i riti di ogni paese si mischiano in questa parata, dando origine a qualcosa che ha una specificità tutta milanese.
A guidare la parata c’era il Baron Samedi, uno dei Loa della religione voodoo, corrispondente, più o meno, a un santo cristiano, ma del argomento voodoo parlerò meglio più avanti.

Nel frattempo, sabato, i molti cittadini che manifestavano per la scuola pubblica erano un segnale di quel lavoro quotidiano che manda avanti le scuole, dalle elementari alle superiori, presenti sul territorio della nostra città. Un sistema complesso che ogni giorno garantisce l’istruzione dei giovani milanesi, nonostante debba combattere con due terribili nemici: i tagli economici del Governo e quella piccola parte di personale poco motivato, che non aiuta i ragazzi a crescere veramente. Oltre a una politica, di destra e di sinistra, che della scuola non si è mai preoccupata: infatti i ragazzi dell’Unione degli Studenti (a Milano è Laps) hanno deciso di rivolgere 10 domande a tutti i politici per “portare chiarezza nel dibattito, quando si parla di scuola pubblica” ed evitare che “difendere la scuola pubblica sia solo un altro feticcio, un pretesto per chiedere le dimissioni di Berlusconi”.

Un’altra macchina in moto silenziosamente ogni giorno si è riunita sabato: il circuito musicale e culturale milanese, costantemente sotto attacco, in occasione della sequestro preventivo del circolo Arci La Casa 139, si è ritrovato per mettere in atto una strategia che si concretizzerà nella prossima settimana, in particolare sabato: ne parlerò nel prossimo post qui.

Infine, domenica, Franco Trincale (bio), cantastorie siciliano, e Michel Koffi, griot beninese, hanno proseguito i passi di prova della sperimentazione che hanno messo in campo: far incontrare le diverse tradizioni di cantastorie, contaminandole e offrendole a noi in una nuova ridefinizione che metta a confronto le diverse modalità espressive. Stay tuned.


Sipario, Luce

Ti racconterò di Multipolis,
la città delle molteplici relazioni,
la città dai tanti fuochi e dalle scarse soluzioni,
la città che trova nei cittadini le sue risorse migliori.
Ti racconterò dell’amore per questa città: Milano.

Corteggerò i milanesi, che si dimenticano di prendersi cura di questa madre così severa con i propri figli, e così generosa, una madre cui bisogna litigare, odiandola, per affezionarsi.
Ti racconterò che le possibilità per mantenerla bella e vigorosa, per farla tornare capitale della cultura e della conoscenza, sono nelle mani di tutti noi, che è spaventoso è non amarla, terribile non osare più riconquistarla.

Corteggerò i foresti, perché per chi non la frequenta, Milano è la città della mafia, di Tangentopoli e Affittopoli, delle case illecite, della finanza corrotta, della desertificazione degli spazi culturali, della cementificazione.
Questo campionario di brutture, non fanno parte dell’identità di Milano, sono la conseguenza dell’invasione di Monopoli, il risultato di qualcuno che ha pensato che la città fosse un gioco di sua proprietà.

Milano è la città dove si vive la vita e non si sta mai con le mani in mano,
è la città dove le relazioni tra le persone fanno la vita,
è la città che parla molteplici linguaggi, è Multipolis.
Per chi ha qualcosa da fare e da dire questa città è come guardare l’amore negli occhi mentre si fa l’amore.

Ti racconterò delle persone, degli scambi, degli incontri, delle scelte, delle contraddizioni e delle mescolanze, condividerò con te le esperienze che si vivono a Multipolis.
Come un lampadiere, accenderò una piccola luce che parli della partecipazione, del protagonismo e dei suoi spazi, della felicità che cerchiamo tutti i giorni.

Ti racconterò di uno Stato che si chiama Italia, dove sta Multipolis, dei mutamenti e delle culture che attraversano questo Paese e incrociano in questa città. D’altronde, da Milano si vede l’Italia, dicono.
E lo sguardo andrà oltre il mare nostrum, arriverà fino alle coste africane per incontrare le persone di quei territori con cui da tempo mescoliamo le culture, rimettendo Milano al centro della connessione tra Europa e Mediterraneo, come al tempo dei Romani.

Se vivesse in questi anni, Peppino Impastato avrebbe detto: “fatelo anche voi un blog”, invece di una radio, perché è parlando delle piccole cose che possiamo immaginare come vogliamo la nostra Milano, e continuare ad avere speranza e coraggio. E come Peppino fece con la sua radio, queste pagine saranno di tutti, a disposizione di chi abbia voglia di scriverci, un blog aperto e plurale, una risorsa comune.

Il simbolo di questo racconto è quella lettera che caratterizza molte piazze e vie della città, che segnala l’accesso alla principale via di comunicazione, la metropolitana. Il colore è quel giallo, delle biciclette, dei tram, dei palazzi milanesi, del Primo Marzo dei lavoratori migranti e delle fasce colorate del movimento studentesco dell’ultimo anno.

Il racconto non ha alcuna pretesa di essere oggettivo o completo, sarà estremamente parziale, composto secondo l’esperienza del narratore di turno.
Quello che ti racconterò è un piccolo contributo alla costruzione di una drammaturgia della quotidianità della città che possa esplorare un tentativo di cambiamento.