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Gli studenti come risorsa per la città

Contributo per lo sviluppo delle politiche per il diritto allo studio e i rapporti con le Università e la Ricerca della Città di Milano – Tavolo di lavoro “Milano a misura di studente”

Milano città universitaria è una delle tante identità che la nostra città subisce invece di valorizzare. Con 7 università, accademie di importanza nazionali in tutte le arti, Milano è una delle città d’Italia che attira il maggior numero di studenti, eppure di questi sembra non accorgersi.
La geografia della collocazione delle università nella nostra città ha la particolarità di coprire le zone più diverse del territorio cittadino, coinvolgendo in maniera diffusa sia zone centrali che zone periferiche. Vi sono poi alcune zone, come Città Studi, Lodovica – Ripamonti, via Conservatorio, dove si concentrano diversi atenei e accademie (nell’ordine, Statale e Politecnico, Bocconi e Accademia di Teatro, Statale e Conservatorio).

Il primo impatto per gli studenti che arrivano a Milano è sempre difficile, e molto spesso il tentativo di orientarsi nell’offerta di servizi e opportunità si tramuta in un vagare alla ricerca di quelle strutture a cui sopratutto gli studenti internazionali sono abituati.
Milano non è un città generosa con i suoi giovani, e quando si parla di spazi sembra che voglia limitare il più possibile le occasioni per uscire di casa. I momenti di incontro, di socialità, di studio collettivo, di produzione creativa non trovano luoghi dove elaborarsi ed esprimersi offerti dalla comunità cittadina.

La nostra città troppo spesso viene percepita come invivibile da molti cittadini, e i giovani in particolare soffrono la mancanza della possibilità di essere protagonisti della vita, diurna e notturna, della città. Il tema della vivibilità, degli spazi e dei servizi che possono garantire ai giovani la partecipazione attiva, è prioritario per il mondo studentesco.
Questo si evidenzia in quelle proposte formulate dagli studenti, nelle forme di partecipazione che sono concesse loro, così come da diversi professori, che hanno cercato di ragionare sui poli universitari milanesi come campus. Quest’idea, molto conosciuta e apprezzata all’estero, non è mai stata applicata dall’amministrazione a Milano neanche in quelle zone dove sarebbe stato possibile senza grandi sforzi, Bicocca e Città Studi in particolare. Solo la spinta delle università ha prodotto qualche piccolo effetto non sufficiente se non vi è un intervento sistematico con una visione generale. Il concetto di campus può essere superato da un’idea più ampia che comprenda anche una serie di servizi rivolti a tutti i giovani della città. Gli attuali poli, come si diceva, sono uniformemente distribuiti nella città, e per questo potrebbero trasformarsi in luoghi di attrazione per tutti i giovani, anche post-universitari o non più studenti.

Questi campus più sviluppati, oltre ad avere tutte le funzioni tradizionali, possono essere luoghi di incontro e di produzione creativa a disposizione di tutta la città. In queste zone sono catalizzatrici di diverse opportunità. Vi si trovano luoghi di studio, che vanno dalle biblioteche agli spazi studio, realizzati in sinergia tra Comune e Università. Si ha la possibilità di mangiare in locali low cost, ma di qualità, sia a pranzo che a cena. La socialità, lo svago e le forme di espressione e cultura hanno luoghi che li ospitino, individuati sia tra gli spazi universitari che tra gli spazi comunali e privati che risultano sfitti, tramite un’agenzia pubblica che gestisce l’assegnazione. L’accesso a questi servizi è garantito a tutte le ore del giorno, sera compresa, anche con un adeguato sostegno della mobilità per raggiungerli, anche da fuori città. La connessione wi-fi è garantita ovunque, ancor meglio in qualsiasi zona della città, dando copertura anche nei parchi già esistenti e nelle aree verdi che si possono creare all’interno di questi nuovi campus potenziati.

Intervenire sulla vivibilità della città per lo studente garantisce un miglioramento anche per tutti gli altri cittadini, e permette di valorizzare e far vivere anche quartieri che attualmente soffrono la mancanze di un fermento culturale. Questo tipo di azione colloca Milano in un’ottica internazionale, rendendola immediatamente più attrattiva per gli studenti di tutta Europa e di tutto il Mondo. La città deve quindi prendere coscienza degli interventi necessari per rendere più facile il primo impatto con la città a tutti gli studenti non milanesi: una cerimonia e una festa di accoglienza per loro garantirebbe la possibilità di conoscersi reciprocamente, la città e i suoi nuovi cittadini, dandogli la possibilità di essere assistiti con l’istituzione di uno sportello di consulenza per studenti universitari che possa aiutare a scoprire le opportunità della nostra città e agevolare la gestione delle pratiche burocratiche, con particolare attenzione agli studenti internazionali.

Milano diventa così una vera e propria Fabbrica del Sapere, e potrebbe dunque esporre uno dei suoi prodotti qualitativamente più interessanti, facendoli conoscere a quei milanesi che non sono parte di questa Fabbrica. Una Fiera del Sapere annuale potrebbe favorire la conoscenza da parte della cittadinanza della produzione di Sapere e progresso tecnologico che avviene quotidianamente all’interno dell’Università. In questo modo, tutti i cittadini vedranno Milano con l’identità di Città Universitaria valorizzata e rappresentata. E sarà più facile istituire e incentivare forme di sostegno economico, come il microcredito, alla creatività e alla produttività dei giovani che già si esprime, con mille difficoltà, nella nostra Milano.

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